Doney (modello ligneo)

Titolo

Doney (modello ligneo)

Data

1958-01-01 - 1958-12-31

Tipologia

Televisore

Persona

Ente

Dimensioni

25 x 32 x 19h

Note

DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per televisore portatile monoblocco dalla caratteristica forma cilindrica a base ellittica.Indicazioni sul soggetto: Strumenti di telecomunicazioneBIBLIOGRAFIA [1 / 2]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 2]Genere: bibliografia specificaAutore: De Giorgi M. (a cura di)Titolo libro o rivista: Marco Zanuso. ArchitettoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1999V., pp., nn.: pp. 134-139MOSTRETitolo: L'altra metà del designer. I modelli di Giovanni SacchiLuogo, sede espositiva, data: Triennale di Milano, , 16/05 - 30/07/2000 ANNOTAZIONIOsservazioni: "[...] La fine...

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DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per televisore portatile monoblocco dalla caratteristica forma cilindrica a base ellittica.Indicazioni sul soggetto: Strumenti di telecomunicazioneBIBLIOGRAFIA [1 / 2]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 2]Genere: bibliografia specificaAutore: De Giorgi M. (a cura di)Titolo libro o rivista: Marco Zanuso. ArchitettoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1999V., pp., nn.: pp. 134-139MOSTRETitolo: L'altra metà del designer. I modelli di Giovanni SacchiLuogo, sede espositiva, data: Triennale di Milano, , 16/05 - 30/07/2000 ANNOTAZIONIOsservazioni: "[...] La fine dell'idea del televisore come teatrino casalingo, come palcoscenico attorno ad una scatola lignea che contiene dei meccanismi è scandita dalla vicenda di questi tre televisori-archetipo [Doney, Algol, Black. NdR] e di un prototipo. In questa descrizione del Doney c'è già tutto l'approccio moderno al product design e ai nodi di intervento progettuale in cui è chiamato il designer. Annota Zanuso nel 1960: "Il fatto che non esistevano precedenti ci costrinse a cominciare il lavoro dall'inizio. Lo studio partì da un'analisi dimensionale intesa ad identificare tutte le varie esigenze in una forma adeguata al carattere di apparecchiatura trasportabile. Un simile atteggiamento venne visualizzato immaginando la forma come determinata dallo spostamento lungo l'asse del cinescopio assunto come generatore di un volume col suo contorno. L'analisi si svolgeva su diversi piani: una ricerca di tipo geometrico per individuare le posizioni ottimali relative dei vari componenti e un'altra per determinare la dimensione e le caratteristiche dei componenti stessi. Ottenuti dati ed elementi si procedette alla sintesi costituzionale dell'apparecchio raggiungendo un risultato sostanzialmente diverso da quello degli altri televisori. Invece di collocare il cinescopio davanti, il circuito stampato dietro e gli altri componenti sciolti nello spazio rimanente, racchiudendo poi il tutto in un parallelepipedo, i componenti vennero raggruppati secondo le loro funzioni elettriche ed operative in quattro elementi di forma diversa, tuttavia complementari gli uni rispetto agli altri [il cinescopio, il gruppo di amplificazione, il gruppo di ingresso, il gruppo di alimentazione. NdR]. Definita questa impostazione nello spazio dei componenti e la loro ossatura si passò al disegno dell'involucro. A protezione del cinescopio venne collocata nella parte anteriore dell'apparecchio una calotta trasparente in polimetacrilato di metile che si allacciava a pressione sull'anello di supporto del cinescopio. Sullo stesso anello, a protezione della parte posteriore contenente i circuiti, era trattenuta una carenatura provvista di numerose nervature di irrigidimento che fungevano in molti casi da aperture per la circolazione d'aria necessaria al raffreddamento e per il controllo dei comandi". La compattazione del televisore in una piccola 'cassetta' trasportabile era avvenuta. Ma la tecnica del Doney si trovava in una condizione-limite, impiegando da una parte componenti elettronici assolutamente estranei ai soliti usi commerciali e dall'altra elementi ereditati da costruzioni tradizionale giunte ormai al margine di sfruttamento del mercato. Parti costosissime impiegate in missilistica e in elettronica stavano accanto a componenti non sufficientemente miniaturizzati o sul punto di essere oramai superati tecnicamente, come nel caso del cinescopio in breve tempo sostituito da modelli di forma più squadrata e a spigoli più vivi. [...]" tratto da: De Giorgi M., "Marco Zanuso Architetto", Skira, Milano, 1999 pp. 134-137"[...] Anche il televisore abbandona il suo presenzialismo impositivo e accetta la disponibilità a diventare portatile. Il 'Doney' è il primo televisore portatile in Europa. I processi di miniaturizzazione dei componenti e la tecnologia dei circuito stampati consentono di concepire una nuova forma che coinvolge cinescopio e componenti in un monovolume compenetrato e compatto. Ne nasce una forma a botte, la cui generatrice è il fronte del cinescopio, finalmente liberato dalle cornici che lo tenevano mascherato e nascosto. Ciò consente la valorizzazione dell'immagine isolata nello spazio e arricchita dalle venature dell'apparato elettronico, dall'antenna e dai controlli affioranti sulle superfici di protezione. Un trespolo pieghevole dispone il fronte dell'apparecchio lievemente inclinato verso l'alto, con la sottolineatura di offerta dell'immagine che stabilisce un rapporto di maggiore confidenza con l'osservatore. [...]" tratto da Burkhardt F., "Design. Marco Zanuso", Milano, 1994, pp. 119-120