Algol 11 (modello ligneo)
Titolo
Algol 11 (modello ligneo)
Data
1964-01-01 - 1964-12-31
Tipologia
Televisore
Persona
Ente
Dimensioni
26 x 30 x 22h
Note
DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio di televisore portatile caratterizzato morfologicamente dalla compenetrazione di due prismi rettangolari, di dimensioni differenti, dei quali quello contenente lo schermo è ruotato di alcuni gradi rispetto al piano di appoggio per favorire una corretta visione delle immagini da parte dell'osservatore (in particolare modo quando il televisore è posizionato su un piano inferiore all'occhio dell'osservatore). Il televisore è caratterizzato inoltre dalla coesistenza di due differenti antenne, una circolare (per il segnale UHF) ed una a stilo estraibile (per il segnale VHF).Indicazioni sul soggetto: Strumenti di telecomunicazioneBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivis...
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DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio di televisore portatile caratterizzato morfologicamente dalla compenetrazione di due prismi rettangolari, di dimensioni differenti, dei quali quello contenente lo schermo è ruotato di alcuni gradi rispetto al piano di appoggio per favorire una corretta visione delle immagini da parte dell'osservatore (in particolare modo quando il televisore è posizionato su un piano inferiore all'occhio dell'osservatore). Il televisore è caratterizzato inoltre dalla coesistenza di due differenti antenne, una circolare (per il segnale UHF) ed una a stilo estraibile (per il segnale VHF).Indicazioni sul soggetto: Strumenti di telecomunicazioneBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: De Giorgi M. (a cura di)Titolo libro o rivista: Marco Zanuso. ArchitettoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1999V., pp., nn.: pp. 134-139BIBLIOGRAFIA [3 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Burkhardt F.Titolo libro o rivista: Design. Marco ZanusoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1994V., pp., nn.: pp. 130-134MOSTRETitolo: L'altra metà del designer. I modelli di Giovanni SacchiLuogo, sede espositiva, data: Triennale di Milano, , 16/05 - 30/07/2000 ANNOTAZIONIOsservazioni: "[...] La fine dell'idea del televisore come teatrino casalingo, come palcoscenico attorno ad una scatola lignea che contiene dei meccanismi è scandita dalla vicenda di questi tre televisori-archetipo [Doney, Algol, Black. NdR] e di un prototipo. In questa descrizione del Doney c'è già tutto l'approccio moderno al product design e ai nodi di intervento progettuale in cui è chiamato il designer. [...] Ma la tecnica del Doney si trovava in una condizione-limite, impiegando da una parte componenti elettronici assolutamente estranei ai soliti usi commerciali e dall'altra elementi ereditati da costruzioni tradizionale giunte ormai al margine di sfruttamento del mercato. Parti costosissime impiegate in missilistica e in elettronica stavano accanto a componenti non sufficientemente miniaturizzati o sul punto di essere oramai superati tecnicamente, come nel caso del cinescopio in breve tempo sostituito da modelli di forma più squadrata e a spigoli più vivi. Vennero allora sviluppati e ulteriormente precisati i termini del rapporto ergonomico con l'oggetto, facendo sì che un opportuno angolo di visione fosse dichiarato fin dall'impostazione del progetto secondo un'ipotesi non molto diversa da quella del Doney. La forma dello schermo era ancora la generatrice del volume dell'intero oggetto ma secondo nuove modalità. Le batterie erano state separate dal televisore vero e proprio e incorporate in un volume complementare che era lo sviluppo di quello principale. La maniglia era completamente incassata per valorizzare al massimo l'intenzione formale di partenza. Schematicamente la carenatura nei due modelli Doney e Algol era assimilabile, ma in quest'ultimo diversi obiettivi di produzione imposero poi una tecnologia più industrializzata (stampaggio ad iniezione) per l'elemento posteriore che venne realizzato in due parti. Molti circuiti diventarono più minuti per la riduzione nel formato di alcuni componenti. Così tutto l'insieme dei circuiti, dei gruppi di alimentazione e dei gruppi di sintonia poté essere disposto secondo un nuovo schema concependo a questo proposito un involucro di metallo fatto a scatola e apribile verso il basso. Tutti i principali componenti dei circuiti erano disposti all'interno in sequenza ed erano facilmente accessibili per le riparazioni attraverso l'apertura senza dover necessariamente scomporre tutto il telaio. Questo sistema, unito alla miniaturizzazione di molti componenti permise di concepire un volume compatto e definito entro i limiti perimetrali del nuovo cinescopio. Ma era proprio questo problema della vita del televisore e della sua manutenzione attiva ad inquietare progettualmente Zanuso. Si poteva far meglio dell'Algol, togliere il circuito stampato dalla sequenza, pensarlo più 'costruttivamente'. [...]" tratto da: De Giorgi M., "Marco Zanuso Architetto", Skira, Milano, 1999 pp. 134, 137"[...] Il televisore 'Algol' è la matura derivazione del 'Doney'. La sua specificità consiste nel fatto che la forma non è solo generata dal cinescopio, ma acquista una sua autonomia: l'oggetto è più completo e più complesso; può essere autonomo anche dal punto di vista energetico (batterie incorporate), si allunga e si arricchisce di vari accessori. La disposizione interna dei componenti subisce una sistemazione più razionale anche agli effetti della manutenzione. Si mantengono gli apparati di controllo e di completamento come punti caratterizzanti del volume, più dettagliato nei particolari e più controllato nelle finiture. Le nervature e le aperture per l'aereazione disegnano un dettaglio che ne arricchisce le articolazioni. La sua disponibilità ad un rapporto di comunicazione, che nel 'Doney' era determinato dalla collocazione sul trespolo d'appoggio, viene qui assorbito nel corpo dell'apparecchio. Nella nicchia della piegatura del corpo affiorano i tasti e i dischi di controllo, che insieme alle antenne e alle tastiere, danno esplicitamente arricchimento e organicità all'immagine dell'apparecchio portatile. [...]" tratto da Burkhardt F., "Design. Marco Zanuso", Milano, 1994, pp. 130-134
