The book of Amos
Titolo
The book of Amos
Data
2025-05-12 - 2025-11-09
Persona
Fondo di appartenenza
Archivio fotografico
Contenuto
Regista: Amos Gitai Sequenza di 12 minuti girata in una strada di Tel Aviv. Sette attori e attrici israeliani e palestinesi che insieme interpretano frammenti delle profezie di Amos, dando una voce contemporanea alla sua antica denuncia della corruzione e delle ingiustizie sociali. Mentre per le strade si combatte, gli attori recitano in ebraico e in arabo alcuni passi originali del Libro di Amos (VIII secolo a.C.), aprendo a una riflessione sull'ineluttabilità o meno del conflitto, sul senso profondo della storia, e, infine ma non da ultimo, sulla città come teatro di scontri e di guerre, reali e metaforiche. Director: Amos Gitai 12-minute sequence filmed on a street in Tel Aviv. Seven Israeli and Palestinian actors and actresses perform excerpts from the prophecies of Amos, g...
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Regista: Amos Gitai Sequenza di 12 minuti girata in una strada di Tel Aviv. Sette attori e attrici israeliani e palestinesi che insieme interpretano frammenti delle profezie di Amos, dando una voce contemporanea alla sua antica denuncia della corruzione e delle ingiustizie sociali. Mentre per le strade si combatte, gli attori recitano in ebraico e in arabo alcuni passi originali del Libro di Amos (VIII secolo a.C.), aprendo a una riflessione sull'ineluttabilità o meno del conflitto, sul senso profondo della storia, e, infine ma non da ultimo, sulla città come teatro di scontri e di guerre, reali e metaforiche. Director: Amos Gitai 12-minute sequence filmed on a street in Tel Aviv. Seven Israeli and Palestinian actors and actresses perform excerpts from the prophecies of Amos, giving a modern voice to his ancient condemnations of corruption and social injustice. Amid combat happening in the streets, the actors perform original passages from the Book of Amos (8th Century B.C.E.) in Hebrew and Arabic. The passages open into a reflection on whether or not conflict is inevitable; on the profound sense of history and on the city as a theatre of conflicts and wars, both literal and metaphorical.