Un viaggio nella biodiversità. Otto stazioni sul pianeta terra / A journey into biodiversity. Eight Forays on planet Earth

Titolo

Un viaggio nella biodiversità. Otto stazioni sul pianeta terra / A journey into biodiversity. Eight Forays on planet Earth

Data

2025-05-12 - 2025-11-09

Persona

Fondo di appartenenza

Archivio fotografico

Contenuto

A cura di: Telmo Pievani Con la collaborazione di: Massimo Labra e Maria Chiara Pastore In collaborazione con: Università degli studi di Milano Bicocca, National Biodiversity Future Center Progetto di allestimento: Studio GISTO Opere di: Davide Biancucci, Violaine Buet, Marino Capitanio, Max Casacci, Marco Cazzato, Marta Cuscunà, Luigi Ferrajoli, Elio Ferrario, Peter Godfrey-Smith, Gianni Maroccolo, Ori Orisun Merhav, Lorenzo Possenti, Studio SS16, Wim Van Egmond, Paola Villani La mostra affronta le disuguaglianze da una prospettiva evolutiva. Un viaggio nella biodiversità attraverso otto città in senso lato: otto comunità organizzate di entità che vivono insieme e costruiscono il loro mondo. Sul terzo pianeta del sistema solare esistono città di polpi, di castori, di funghi e di e...

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A cura di: Telmo Pievani Con la collaborazione di: Massimo Labra e Maria Chiara Pastore In collaborazione con: Università degli studi di Milano Bicocca, National Biodiversity Future Center Progetto di allestimento: Studio GISTO Opere di: Davide Biancucci, Violaine Buet, Marino Capitanio, Max Casacci, Marco Cazzato, Marta Cuscunà, Luigi Ferrajoli, Elio Ferrario, Peter Godfrey-Smith, Gianni Maroccolo, Ori Orisun Merhav, Lorenzo Possenti, Studio SS16, Wim Van Egmond, Paola Villani La mostra affronta le disuguaglianze da una prospettiva evolutiva. Un viaggio nella biodiversità attraverso otto città in senso lato: otto comunità organizzate di entità che vivono insieme e costruiscono il loro mondo. Sul terzo pianeta del sistema solare esistono città di polpi, di castori, di funghi e di esseri umani. Ciascuna è un’immersione sensoriale e racconta un concetto chiave della biodiversità. L’allestimento della mostra non è soltanto contenitore, ma parte integrante del contenuto scientifico. Ogni stazione è composta da materiali organici che torneranno in circolo – alghe, funghi, terracotta, bioplastiche ricavate dalla cocciniglia, legni riciclati – ed è accompagnata da Sentinelle, punti di osservazione che mostrano in presa diretta la raccolta di dati scientifici sul campo. Per rammendare le fratture dell’umanità e tra l’umanità e il pianeta è necessario rimettersi in cammino e imparare a dire “noi” non soltanto per indicare la nostra tribù, ma l’intera specie umana e la biodiversità di cui è parte. Siamo tutti legati in un’unica rete. In collaboration with: Università degli studi di Milano Bicocca, National Biodiversity Future Center Curated by: Telmo Pievani In collaboration with: Massimo Labra and Maria Chiara Pastore, National Biodiversity Future Center 
 Exhibition Design: Studio GISTO Works by: Davide Biancucci, Violaine Buet, Marino Capitanio, Max Casacci, Marco Cazzato, Marta Cuscunà, Luigi Ferrajoli, Elio Ferrario, Peter Godfrey-Smith, Gianni Maroccolo, Ori Orisun Merhav, Lorenzo Possenti, Studio SS16, Wim Van Egmond, Paola Villani The exhibition curated by Telmo Pievani addresses inequalities from an evolutionary perspective. A journey into biodiversity through eight cities—broadly defined as organized communities that coexist and shape their world. On the third planet of the solar system, there are cities of octopuses, beavers, mushrooms, and humans. Each city offers a sensory immersion, conveying a key concept of biodiversity.
The exhibition is not merely a container; it is an integral part of the scientific narrative. Each station is constructed from organic materials that will be returned to the cycle of nature: algae, mushrooms, terracotta, cochineal-based bioplastics, and recycled wood. Additionally, there are sentinels that actively collect scientific data from the field. To heal the divisions between humanity and between humanity and the planet, we must realign ourselves and learn to use the word “we” not just to refer to our own group, but to the entire human species and the biodiversity of which it is a part. We are all interconnected within a single net.