Black (modello plastico)
Titolo
Black (modello plastico)
Data
1968-01-01 - 1968-12-31
Tipologia
Televisore
Persona
Ente
Dimensioni
30 x 31 x 24h
Note
DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per televisore costituito da un cubo in plexiglas.Indicazioni sul soggetto: Strumenti di telecomunicazioneBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: De Giorgi M. (a cura di)Titolo libro o rivista: Marco Zanuso. ArchitettoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1999V., pp., nn.: pp. 134-139BIBLIOGRAFIA [3 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Burkhardt F.Titolo libro o rivista: Design. Marco ZanusoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1994V., pp., nn.: pp. 134-137MOSTRETitolo: L'altra metà del desi...
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DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per televisore costituito da un cubo in plexiglas.Indicazioni sul soggetto: Strumenti di telecomunicazioneBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: De Giorgi M. (a cura di)Titolo libro o rivista: Marco Zanuso. ArchitettoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1999V., pp., nn.: pp. 134-139BIBLIOGRAFIA [3 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Burkhardt F.Titolo libro o rivista: Design. Marco ZanusoLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1994V., pp., nn.: pp. 134-137MOSTRETitolo: L'altra metà del designer. I modelli di Giovanni SacchiLuogo, sede espositiva, data: Triennale di Milano, , 16/05 - 30/07/2000 ANNOTAZIONIOsservazioni: "La fine dell'idea del televisore come teatrino casalingo, come palcoscenico attorno ad una scatola lignea che contiene dei meccanismi è scandita dalla vicenda di questi tre televisori-archetipo [Doney, Algol, Black. NdR] e di un prototipo. In questa descrizione del Doney c'è già tutto l'approccio moderno al product design e ai nodi di intervento progettuale in cui è chiamato il designer. [...] Due pezzi: un fondo costituito da una base pesante a cui si innestano a cerniera i circuiti stampati che fasciano il 'cuore' del cinescopio ed una calotta in materiale acrilico di poco spessore, trasparente e otticamente non deformante stampata in un pezzo unico. Il Black per quanto inverosimile possa sembrare, nasce da un sofisticato e 'concettuale' progetto di manutenzione di cui la figura astratta del cubo sarebbe la più logica formalizzazione. Qualsiasi operazione sui circuiti era risolta pensando ad un cinescopio fasciato su quattro lati da circuiti stampati. Aprendosi come una 'casa di carte' attorno ad un nucleo il Black avrebbe consentito sostituzione e riparazione senza intaccare il telaio e interessare il cinescopio. Raggiunta questa soglia di invenzione tecnico-tipologica il Black non si ferma qui e si carica di toni anche surreali che trasfigureranno il paesaggio domestico. Acceso rappresenta una soluzione del tutto nuova di uno stampaggio a iniezione a spigoli vivi, ma spento il Black non solo non è un televisore ma è addirittura lo specchio surrealista dell'ambiente in cui si è immersi, uno specchio per l'oggetto tecnico sempre inesorabilmente opaco. [...]" tratto da: De Giorgi M., "Marco Zanuso Architetto", Skira, Milano, 1999 pp. 134, 138"[...] Dall'immagine razionalista del 'Doney' a quella organica dell''Algol', attraverso processi di compattazione e miniaturizzazione dei componenti, si giunge ad un nuovo televisore, il 'Black', che non può più chiamarsi portatile ma che assume nuove funzioni di immagine come oggetto autonomo nella sua rappresentazione globale. Questa partecipa piuttosto al modo del surreale; non bada a rappresentare essenzialmente l'apparato terminale di trasmissione delle immagini, ma piuttosto se stessa come scultura astratta, che pretende di alternare alla sua presenza attiva durante la trasmissione l'altra presenza autonoma di scultura. E' infatti una scultura riflettente che moltiplica immagini virtuali, alternandole ai messaggi della telecomunicazione. [...]" tratto da Burkhardt F., "Design. Marco Zanuso", Milano, 1994, pp. 134-137
