Gibigiana (modello ligneo)

Titolo

Gibigiana (modello ligneo)

Data

1980-01-01 - 1980-12-31

Tipologia

Lampada da tavolo

Persona

Dimensioni

Ø 9,5 x 42h

Note

DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per lampada da tavolo a intensità variabile a piacimento dell'utilizzatore agendo sul grado di apertura del coperchio (internamente specchiato). Morfologicamente appare come un tronco di cono irregolare a sezione ellittica sovrastato dal meccanismo di regolazione luminosa (realizzato con corpi piatti a sezione circolare disposti tra loro ortogonalmente).Indicazioni sul soggetto: LampadeBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 3]Autore: Ferrari P.Titolo libro o rivista: Achille CastiglioniLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1984V., pp., nn....

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DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio per lampada da tavolo a intensità variabile a piacimento dell'utilizzatore agendo sul grado di apertura del coperchio (internamente specchiato). Morfologicamente appare come un tronco di cono irregolare a sezione ellittica sovrastato dal meccanismo di regolazione luminosa (realizzato con corpi piatti a sezione circolare disposti tra loro ortogonalmente).Indicazioni sul soggetto: LampadeBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 3]Autore: Ferrari P.Titolo libro o rivista: Achille CastiglioniLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1984V., pp., nn.: pp. 164-165BIBLIOGRAFIA [3 / 3]Autore: Polano S.Titolo libro o rivista: Achille Castiglioni 1918-2002Luogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 2007V., pp., nn.: pp. 330-331MOSTRETitolo: L'altra metà del designer. I modelli di Giovanni SacchiLuogo, sede espositiva, data: Triennale di Milano, , 16/05 - 30/07/2000 ANNOTAZIONIOsservazioni: "[...] Anche la lampada Gibigiana ha un aspetto formale curioso, che è sicuramente il risultato dettato dal particolare sistema di illuminazione e dalla soluzione espressiva di un sistema meccanico di regolazione. Nel corso di questo progetto la forma ha inseguito tutte le fasi di ricerca tecnica e produttiva. Una volta verificata la validità dell'idea illuminotecnica di una piccola sorgente luminosa a luce concentrata che, posta in modo fissa su una base, potesse illuminare oggetti, libri mediante la riflessione di uno specchio a inclinazione variabile, furono fatte varie ricerche per determinare quale sorgente luminosa fosse più adatta. Trovata finalmente la lampada dopo numerose prove, bisognava stabilire la dimensione dell'apparecchio illuminante e la sua efficienza luminosa. Determinato il campo di efficienza, era necessario inventare un sistema di regolazione dell'inclinazione dello specchio che fosse millimetrico e nello stesso tempo stabile. Castiglioni pensa di usare il sistema a vite senza fine utilizzato nei compassi, ed ecco apparire la forma di una scatola composta da due settori di cerchio che racchiudono la vite senza fine e da un terzo settore di cerchio, che scorre tra i due, a cui è fissato un disco con lo specchio. Furono inventate varie forme che potessero contenere trasformatore, lampada, fusibile e connessioni elettriche. Ma queste forme erano difficili da produrre e poco convincenti per aspetto. Ed ecco che questa volta, inseguendo i problemi costruttivi, nasce l'idea di creare un piano obliquo sul quale fissare tutti i componenti e una specie di gonna di copertura come forma finale della lampada. Era la soluzione più semplice per la produzione e la più espressiva per il progettista. [...]" tratto da Ferrari P., "Achille Castiglioni", Milano, 1984, pp. 164-165"[...] Ripensando a un gioco della propria infanzia - quando rifletteva i raggi del sole con uno specchio, la gibigiana, secondo il termine popolare lombardo -, Castiglioni escogita un insolito sistema di illuminazione, per fornire luce concentrata direzionabile, ideale per svolgere attività che richiedono attenzione e concentrazione visiva in ambienti con illuminamento basso o assente, come leggere a letto senza disturbare un'altra persona. La lampada da tavola Gibigiana è formata da una carrozzeria, in lamiera di alluminio verniciata a fuoco, che definisce un corpo monolitico (diametro della base 10 cm), rastremato nella parte frontale, per renderlo facilmente spostabile con una sola mano. All'interno, racchiusi in un involucro isolante che impedisce il riscaldamento della lamiera, trovano posto il trasformatore, il fusibile e, a metà altezza circa, la sorgente luminosa alogena da 20 watt, diretta verso l'alto. Sul dorso è collocato l'interruttore con variatore di intensità, di materiale plastico e di forma bombata per favorire la presa di pollice e indice. All'estremità superiore, un riflettore circolare in metallo con superficie specchiata (orientabile, con spostamenti micrometrici, tramite un meccanismo rotante in plastica, resistente al calore) riflette, senza abbagliamenti, un concentrato fascio luminoso, proveniente dalla sorgente occultata. La Gibigiana in produzione è la soluzione più semplice di un'idea illuminotecnica indagata attraverso un lungo processo: determinata la sorgente luminosa più adatta, l'oggetto si conforma in una schiera di modelli, necessari alla verifica funzionale, costruttiva e formale. E' disponibile in due altezze (41 o 52 cm). [...]" tratto da Polano S., "Achille Castiglioni 1918-2002", Milano, 2007, pp. 330-331