16 Animali (modello ligneo)

Titolo

16 Animali (modello ligneo)

Data

1957-01-01 - 1957-12-31

Tipologia

Gioco

Persona

Ente

Dimensioni

34 x 25 x 0,5h

Note

DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio di gioco ad incastro per bambini. E' composto da sedici sagome stilizzate di animali. Se posizionate in maniera corretta le figure formano un rettangolo dagli angoli arrotondati.Indicazioni sul soggetto: giocoBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: AA.VV.Titolo libro o rivista: Perché un libro su Enzo MariLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1997V., pp., nn.: pp. 80-84BIBLIOGRAFIA [3 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Annicchiarico S.Titolo libro o rivista: 100 oggetti del design italianoLuogo...

EspandiComprimi

DATI ANALITICIDESCRIZIONEIndicazioni sull'oggetto: Modello di studio di gioco ad incastro per bambini. E' composto da sedici sagome stilizzate di animali. Se posizionate in maniera corretta le figure formano un rettangolo dagli angoli arrotondati.Indicazioni sul soggetto: giocoBIBLIOGRAFIA [1 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Polato P. (a cura di)Titolo libro o rivista: Il modello nel design. La bottega di Giovanni SacchiLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1991BIBLIOGRAFIA [2 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: AA.VV.Titolo libro o rivista: Perché un libro su Enzo MariLuogo di edizione: MilanoAnno di edizione: 1997V., pp., nn.: pp. 80-84BIBLIOGRAFIA [3 / 3]Genere: bibliografia specificaAutore: Annicchiarico S.Titolo libro o rivista: 100 oggetti del design italianoLuogo di edizione: RomaAnno di edizione: 2007V., pp., nn.: p.40MOSTRETitolo: L'altra metà del designer. I modelli di Giovanni SacchiLuogo, sede espositiva, data: Triennale di Milano, , 16/05 - 30/07/2000 ANNOTAZIONIOsservazioni: "[...] Nei 16 animali (1957) [...] Mari ricerca attraverso le immagini il massimo di significato che la forma possa esprimere, rifiutando un approccio pignolamente descrittivo di marca realista, ma giocando sul minimo di elementi sufficienti a rendere riconoscibile la figura e ad accogliere i caratteri individuali. [...] Nei 16 animali la riconoscibilità di ogni singolo animale si gioca in un rapporto sottilissimo di identità (i caratteri distintivi) e differenza (l'incastro di forme complementari). Ogni unità è individuata da propri elementi di caratterizzazione (le gobbe del cammello, il collo della giraffa) in uno studiato equilibrio tra livello di astrazione (richiesto dalla geometria degli incastri) e riferimenti 'naturalistici'. Qualche anno più tardi, nei 16 pesci (1973) la parte 'naturalistica' diventa più forte anche per l'ambiguità che segna i caratteri di riconoscimento dei pesci. Ogni sagoma viene ritagliata, con un solo taglio continuo, in un'unica lastra in legno di un certo spessore. Questo spessore assicurando uno "stabile equilibrio alle figure, permette progressive relazioni di gioco". Il bambino è libero di distruggere l'ordine precostituito dell'insieme per trovare nuove relazioni tra le parti sulla base del significato espresso dalle singole forme. [...]" tratto da AA.VV., "Perché un libro su Enzo Mari" Milano, 1997, pp. 80-84"[...] Umberto Eco la definirebbe "un'opera aperta": una scatola con le sagome ritagliate e combacianti di 16 animali che, combinandosi e disgregandosi fra loro, danno origine a infinite storie possibili, in un gioco in cui la tecnica e l'affabulazione appaiono indissolubilmente legate. Basandosi su un'approfondita ricerca sul tema del gioco per bambini, Enzo Mari progetta una lastra di legno, di notevole spessore e con una dimensione corrispondente alla scatola che la contiene: un unico taglio continuo disegna nel legno le forme a incastro degli animali, traducendo in linee geometriche le sagome zoomorfe più note all'universo infantile. Il tutto in legno chiaro, senza colore, proprio per andare a stimolare i sensi e la fantasia del bambino attraverso un rapporto sottile ed equilibrato fra elementi riconoscibili e connotabili (le gobbe del cammello, la proboscide dell'elefante, il collo della giraffa) ed elementi astratti (quelli determinati dalla geometria e dall'incastro di forme complementari). Pensato nel 1957, il progetto non va in porto. Solo nel 1965, in seguito all'incontro con Bruno Danese, il gioco di Enzo Mari entra in produzione, anche se la necessità di una rifinitura a mano dei singoli pezzi determina un prezzo di vendita molto elevato e, di conseguenza, una tiratura relativamente bassa. Nel 1969 ne viene prodotta infatti una nuova versione realizzata con la tecnica dello stampaggio in resina espansa, con le stesse caratteristiche di consistenza del legno ma a un prezzo decisamente più economico. Da non confondersi con un puzzle: in quest'ultimo ogni singola tessera non ha valore in sé e deve andare a comporre un insieme "sensato", mentre nel gioco di Mari è l'insieme che non ha senso e deve essere scomposto affinché i singoli componenti, narrativizzati, possano produrre più sensi possibili. [...]" tratto da Annicchiarico S., "100 oggetti del design italiano", Roma, 2007, p.40