Close GalleryQuesto sito utilizza i cookies per migliorare l’esperienza degli utenti. Usando Triennale.org accetti l’uso dei cookies. Scopri di più qui.

Triennale di Milano

 

Archivi1940. VII Triennale di Milano Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell'architettura moderna [Ordine - Tradizione]

Filtra
viilogo.png

La settima Triennale di Milano, l’ultima realizzata nel periodo fascista, si chiuse il 9 giugno 1940 alla vigilia della dichiarazione di guerra di Mussolini agli alleati. Mentre nelle precedenti edizioni il dibattito architettonico e culturale era vivo, in questa Triennale non ci furono margini per un confronto sulle tematiche culturali. Molto spazio hanno gli architetti del regime, primo fra tutti Marcello Piacentini, curatore della sezione di architettura con le realizzazioni del governo delle città di fondazione e soprattutto con il progetto dell’E42, Esposizione Universale di Roma (EUR), esempio urbanistico e architettonico monumentale e rigoroso della potenza della nuova Roma imperiale. Gli architetti milanesi, razionalisti, allontanatisi dalle nuove direttive del regime, si esprimono nella curatela di sezioni collaterali come il verde in città e il piano turistico dell’isola d’Elba di Banfi, Belgiojoso e Peressutti, le sezioni delle arti decorative di Ignazio Gardella, la Mostra sulle produzioni di serie di Giuseppe Pagano e la sezione dedicata all’arredamento della casa moderna di Piero Bottoni. L’impostazione generale che preferiva “l’italianità” e celebrava il “nazionalismo” sia nella scelta delle opere sia nei criteri di ordinamento, causa una partecipazione straniera limitata a poche sezioni.